L’esploratorio di immaginazione urbana si prefigge di indagare lo spazio di un paese o di una città combinando i bisogni dei cittadini allo spazio a disposizione secondo una visione non determinata da manufatti preesistenti. Il lavoro ha inizio con lo studio della pianta della città o del paese in cui si svolge l’esploratorio; la pianta mette in evidenza solamente gli spazi di verde pubblico e privato, gli eventuali fiumi, laghi o coste marine, i siti d’arte di forte rilevanza culturale tralasciando completamente tutto il costruito dall’uomo. Si ha così una presentazione orografica del luogo in esame.
Partendo da una “città nuda”, attraverso una serie di elementi in legno che combinati tra loro offrono la possibilità di comporre architetture diverse, i partecipanti sono invitati a lavorare su parte del paese o della città per edificare e pianificarelo spazio a disposizione. 
Senza preconcetti di natura accademica e condizionamenti esterni e attraverso il lavoro comune, i partecipanti creano una serie di strutture che raccontano visioni e desideri, bisogni e sogni; spazi di relazione, piazze, luoghi di cultura, spazi dedicati all’arte, biblioteche, ristoranti per bambini e ragazzi, parchi per concerti musicali, residenze per le persone anziane nei luoghi più belli, case per gli animali, piste ciclo pedonabili ovunque… sono tutte progettazioni che manifestano attenzioni verso tutti gli abitanti di una città o di un paese e i principi che dovrebbero guidare le regole sociali.
L’esploratorio di immaginazione urbana può svolgersi con massimo 30 persone, dai sei anni di età, in turni di circa un’ora e mezza. All’ente organizzatore si richiede la creazione dei piani di lavoro e la ricerca di appositi tavoli di lavoro in accordo con Mao Fusina e l’individuazione della sede adatta per lo svolgimento delle attività.
È possibile avere ulteriori informazioni e i costi relativi allo svolgimento dell’esploratorio di immaginazione urbana.

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